Breve storia della Massoneria Confronto Massoneria - Fascismo

Breve storia della Massoneria Confronto Massoneria - Fascismo

24 giugno 1717 è la data della nascita ufficiale della Massoneria, o libera Muratoria. La Massoneria nasce a Londra nella Taverna dell’Oca “The goose and Griridion”: anche se le radici del pensiero massonico sono molto più antiche e presenti in più culture, con lo scopo comune di combattere il dogmatismo, l’arretratezza, l’ignoranza. Da quella riunione scaturì la prima Loggia della Massoneria, la Loggia Madre d’Inghilterra. Nel 1723 fu pubblicata da James Anderson, gli Antichi doveri, una linea guida dei contenuti della Libera Muratoria. Dall’Inghilterra la Massoneria si diffuse in Francia, dove sembra si sia formato il Rito Scozzese Antico ed Accettato, sorto negli Stati Uniti d’America. In quest’ultimo fecero parte famosi uomini del calibro di Gorge Washington, Beniamino Franklin.

Di seguito per la presenza di inglesi e poi d’ufficiali napoleonici la Massoneria si diffuse anche in Italia. La prima Loggia italiana fu fondata tra il 1731 e il 1732 a Firenze. Nel 1738 la Massoneria riceve la prima scomunica per opera di Clemente XII per gli ideali di tolleranza e riservatezza, e soprattutto per l’accettazione di fratelli di tutte le razze e religioni.

Nel 1805 viene fondato il Supremo Consiglio d’Italia, con Gran Commendatore il Vice Re d’Italia il Principe Eugenio de Beauharnais. Il supremo Consiglio nasce nell’epoca napoleonica e Napoleone stesso veniva chiamato “Potentissimo Fratello e Protettore dell’Ordine”. Oltre a lui anche la sua consorte Giuseppina faceva parte dell’ordine.

Per questo con la sconfitta di Napoleone ripresero le persecuzione contro la Massoneria.
Nel 10 giugno 1814 in Piemonte veniva emanato un Editto che vietava le congreghe e le adunanze segrete dei così detti Liberi Muratori.
Fino al 1859 la Massoneria quasi scomparve finché non rinacque a Torino. In questo periodo doveva diventare Gran Maestro Cavour se la morte non lo avesse raggiunto prima.

Nel 1862 divenne Gran Maestro dell’Ordine Massonico di Sicilia Giuseppe Garibaldi.
Il 1° agosto 1863 a Firenze i rappresentanti di 42 Logge presenti in Italia si riunirono nella speranza di una unificazione. Fu la Prima Costituente Massonica. Le Logge si trovarono d’accordo sul bisogno di mettere a capo delle Logge italiane una figura di indiscusso prestigio e fu designato Garibaldi. Nel 1864 ebbe luogo un’altra riunione massonica tra ben 72 Logge dove venne definitivamente costituito il Gran Consiglio del Grande Oriente d’Italia con sede Torino, l’unificazione sembrava fatta ma nacquero diverse polemiche finché Garibaldi non diede le dimissioni dopodiché venne spostata la sede da Torino a Firenze, ed infine quando Roma fu definitivamente liberata e divenne la capita d’Italia si decise che doveva essere anche la sede della Massoneria italiana.

Nel 1908 avvenne la grande scissione della Massoneria, poiché con il suo sempre maggiore coinvolgimento nella vita politica, gli ideali di lotta al clericalismo divennero sempre più difficili. Molti fratelli della Loggia stringevano patti elettorali con il Vaticano per le elezioni del 1904 e 1906. Infatti, la Massoneria lasciava totale libertà ai suoi fratelli nelle ideologie politiche ma vietava tassativamente qualsivoglia compromesso con i clericali. La goccia che fece traboccare il vaso fu il problema dell’insegnamento religioso. Il 21 febbraio 1907 l’On. Leonida Bissolati (molto probabilmente Massone) presentò a Montecitorio la mozione per impedire l’insegnamento religioso nelle scuole elementari. Nonostante fosse pienamente approvata dal Gran Maestro dell’epoca la mozione non ebbe accoglimento per via del sempre maggiore coinvolgimento dei fratelli con il clero.

Nel 1914 alla gran conferenza massonica tenuta a Washington i Supremi consigli d’ogni parte del mondo diedero il consenso ad una nuova forza massonica in Italia la Loggia di Piazza di Gesù che riunì la maggior parte delle Logge italiane tranne alcune ancora fedeli alla vecchia Loggia di Palazzo Giustiniani.

Sempre nel 1914 il Partito Socialista ritenendo sempre più grave il pericolo rappresentato dalla Loggia Massonica, ne proclamo la totale incompatibilità espellendo tutti i membri socialisti appartenenti alla Libera Muratoria. Il fautore di questa decisione fu Benito Mussolini futuro Duce del fascismo.
Con l’assassino dell’Arciduca Francesco Ferdinando e l’inizio della Grande Guerra, l’Italia si divise subito tra interventisti e neutralisti. L’Italia rimase neutrale fino il 24 maggio quando appoggiato dalla Loggia di Piazza di Gesù entra in guerra. Dopo la Grande Guerra nel 1919, la Loggia poteva contare ormai su 5000 fratelli e 90 Logge sparse sulla penisola. Ma nell’aria s’iniziava già a parlare di “vittoria mutilata”, viste le decisioni dei trattati di pace. La massoneria aiutò fortemente l’impresa fiumana guidata dal D’Annunzio che occupò la città di Fiume.

Il 23 marzo 1919 Mussolini riuscì a realizzare il suo sogno: quello di una piccola costituente interventista che prendeva il nome di Il Fascio di Milano con lo scopo di separarsi da Bissolati il quale con un discorso rinunciatario era deciso a levare all’Italia la Dalmazia, l’Alto Adige e il Dodecanneso.
Nel 1920 le Logge in Italia arrivavano a 150 con 14000 iscritti. Il Fascismo aumenta notevolmente il suo potere sfruttando la paura della Borghesia delle continue manifestazioni operaie, le quali vengono bloccate sul nascere dai Fasci col pretesto che esso è un movimento rosso.

Nel 1922 essendo stata riconosciuta di nuovo la loggia di palazzo Giustiniani, l’Italia si trovò spaccata fra due Logge quella Giustiniani e Piazza di Gesù. Nonostante numerosi tentavi di unificazione le Logge restarono fortemente separate e in contrasto.

La Massoneria iniziando a preoccuparsi per l’aumentare del potere Fascista decide di fondersi con il problema. Infatti alti esponenti Fascisti Giacomo Acerbo, Giovanni Giurati che si occupavano della maggior parte degli accordi con altri partiti con la stessa Massoneria, e che pubblicamente dichiarati anti-massoni, in realtà erano appartenenti attivi della Massoneria.

In un discorso del 1921 Mussolini attacca apertamente la Massoneria, e con grande stupore di molti si avvicina al Vaticano dichiarando la Chiesa Cattolica l’unica vera voce in Italia in quel momento, ovviamente questo gli permetterà di accostare le masse cattoliche al Fascismo con un equivalente aumento degli elettori Fascisti. Questa azione sfocerà nel concordato del 1929.

La massoneria sperava in una conciliazione con Mussolini, oppure qualora non fosse stato possibile averlo come alleato, si sperava nella sua caduta dopo la quale sarebbe stato rimpiazzato con Gabriele D’Annunzio affiliato alla Massoneria.

Dopo le elezioni di maggio 1921 il Fascismo ne usciva ancora più potente ma nonostante gli sforzi di Mussolini si contavano sempre più massoni tra le file fasciste.

Il 16 Ottobre 1922 ebbe luogo una segretissima riunione tra Mussolini e una ristrettissima cerchia di quattro uomini a cui vennero dati i pieni poteri dal partito Fascista. Quest’ultimi dovevano organizzare la Marcia su Roma. Tutti e quattro i membri tra cui Itali Balbo erano appartenenti all’ordine della Libera Muratoria.

La Massoneria si trovò così nuovamente divisa tra chi volle ostentatamente aiutare il movimento insorgente Fascista e chi intravedeva il pericolo per la libertà e tutti quegli ideali che erano la base della Massoneria.

Nonostante la spaccatura sul da farsi in merito al problema Fascismo, la Massoneria decise infine di appoggiare la Marcia su Roma corrompendo anche numerosi ufficiali militari del commando della Guardia Reggia tra cui il comandante Cittadini i quali non avrebbero minimamente impedito tale Marcia.
13 febbraio 1923, dichiarazione di incompatibilità fra Partito Fascista e Massoneria, Mussolini dichiara che è giunta l’ora di decidere quale dei due ordini seguire non è più possibile l’appartenenza ad entrambi.

25 febbraio 1923 Fusione fra P.N.F e Ass. Nazionalista porta alla totale scissione con la Massoneria in quanto i Nazionalisti sono dichiarati da sempre antimassoni. I Nazionalisti infatti daranno la spinta decisiva che porterà ad aperte e sanguinose repressioni e distruzione delle Logge Massoniche.
Il Presidente degli Stati Uniti, Warren Gamaliel Harding, venuto a sapere delle prime devastazioni delle Logge in Italia e dell’intrusione delle Camicie Nere negli alloggi dei fratelli, si rifiutò di ricevere ogni delegato italiano Fascista finché il governo Mussolini non avesse dato sicure garanzie per l’incolumità delle Logge.

Il Fascismo si inchino davanti una volontà così tanto significativa.
Le Logge furono salve fino l’agosto ’23, quando avvenne la morte di Harding. A questo punto le Camicie Nere attaccarono le Logge di tutta Italia saccheggiando, distruggendo Templi, uccidendo, malmenando e minacciando Fratelli.

30 ottobre Notte di S. Bartolomeo durante un incursione a casa di un Massone muore un affiliate delle Camicie Nere, questo fatto dà il via ad una caccia sfrenata ai Massoni, nonostante venga poi provato che l’uomo era stato ucciso da un suo compagno delle Camicie Nere.

12 gennaio 1925, nove giorni dopo il discorso che conteneva l’esplicito annuncio dello Stato totalitario, Mussolini presentò alla camera un Disegno di Legge sulla regolarizzazione delle Associazioni, dell’appartenenza del personale dipendente dello Stato. 16 maggio si aprì la discussione parlamentare, dopo la quale al momento della votazione si dovette rimandare in quanto mancava il numero legale per votare.

19 maggio, con 289 voti favorevoli e 4 contrari, a scrutinio segreto, la Camera approvò il disegno di legge di Mussolini sulle Associazioni. Il 18, 19 e 20 novembre 1925 venne approvato anche al Senato. Così entro in vigore la legge che impediva la formazione di Associazioni e costringeva le Logge a mostrare i registri con i nomi degli iscritti alle Logge. Le Logge Massoniche per evitare di rendere pubblici i nomi dei suoi affiliati decisero di sciogliersi, in quanto se si scioglievano prima che fosse la legge a imporglielo potevano evitare di rendere noti i nomi dei Fratelli. Questo segnò la scomparsa della Libera Muratoria in Italia, durante il periodo Fascista, come del resto di tutte le altre libertà.